CineCina appunti #04: L’artista Chen Danqing ricorda Pema Tseden

“Go local, get local."

La scomparsa improvvisa di Pema Tseden ha lasciato tutti impreparati.

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Pubblico qui la traduzione di una lettera aperta dell’artista Chen Danqing che lo ricorda:

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Lo scorso anno Pema ha pubblicato un nuovo romanzo, per il quale mi ha chiesto di scrivere l’introduzione. Non ho mai trattato romanzi, ma ho fatto del mio meglio visto che ammiro i suoi film che venivano dai suoi splendidi romanzi. Io stavo per pubblicare una mia raccolta di scritti, quando pare che Pema sia crollato, mancanza di ossigeno, non c’era niente da fare, aveva 53 anni.

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Adoro i film di Pema. Sebbene non sia qualificato per parlarne, li ho visti tutti. E oserei dire, che in Cina non c’è nessuno come lui. Gli altri film cinesi non hanno il suo modo di fare, la sua tecnica, i suoi sentimenti, non ce l’hanno. Che cos’hanno in più i suoi film? Quando ieri ho sentito la notizia, mi sono passati in mente tutti i suoi film, compreso Tarlo.

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A un finale così, come ci sarà arrivato Pema? Tarlo sulla sua motocicletta va per la montagna, e si ferma…a fare cosa? Vi invito a vederlo, non faccio spoiler.

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I suoi film sono puri come quel bambino (come il piccolo lama che guarda Viaggio in Occidente in TV e ne rimane affascinato). Penso ci sia questo pubblico. Chiesi a Pema di avere l’audio dei canti finali. Un bambino che sussurra quasi in maniera incomprensibile. Ce l’ho ancora sul cellulare. Non tanto perché sia interessato al buddhismo tibetano, ma perché ho riscoperto una luce dentro di me, che avevo perduto da tanto. L’ho ascolta due volte, e basta. A volte ci si spaventa al ricordo di quell’innocenza.

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La bellezza di Soul Searching sta in un antico principe tibetano che offre i propri occhi per salvare i poveri. Questa storia Pema la vuole trasformare in film, e cerca una protagonista femminile (la trova appoggiata a un porta a cantare, di una bellezza da togliere il fiato), la quale dice accetta solo se il protagonista maschile sarà quell’attore, in realtà l’attore è il era stato il suo ragazzo, ma dopo che si sono lasciati, lui è andato altrove a insegnare. Ora la ragazza segue l’auto per strada.

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La troupe non sa del rapporto, la portano con sé. Il ragazzo parla del suo amore perduto. La ragazza dietro ascolta. Racconto dopo racconto, arrivano, il giovane si alza dal tavolo per dare il benvenuto agli ospiti, gli dicono che c’è anche lei. A questo punto ci si aspetterebbe uno scontro tra i due. Invece Pema sposta l’obiettivo sul campo da basket pieno di studenti, in lontananza sotto al canestro ci sono in piedi loro due.

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Molte ragazze si relazionano a questa situazione (anche i ragazzi), ma non sappiamo cosa si siano detti, né se la ragazza sia riuscita ad avere una spiegazione, e nemmeno sappiano se si siano rimessi insieme…nella scena successiva, vediamo lei, non esce un suono dalla sua bocca, e vediamo che se ne va.

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Pema capisce le persone, le incornicia in una quadro, e capisce il cinema.

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Poi viene Old dog, che i cinema non vorranno. Avrà letto Mumù di Turgenev? Flaubert ne diceva “è il racconto più commovente al mondo”. Ma i destini di Mumù e di Old dog sono completamente diversi, quindi non fa commuovere. Nel mio caso, quando vidi il vecchio che piano piano legava il cane a un albero, si volta, stringe bene la corta e tira, allontanandosi passo dopo passo….mi drizzai dalla poltroncina, non sapendo bene che fare.

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Tornando la primo film di Pema, Jinpa. Il protagonista è un duro in cerca di vendetta, viene immaginato mentre brandisce il suo coltello. In questa scena, Pema usa un’inquadratura sfuocata al rallentatore, in realtà non succede nulla (un trucco utilizzato solo da quei registi che scrivono romanzi, e che capiscono i classici). Vi ricordate la compagna dell’autista? Pema era davvero bravo con gli attori, nel film seguente Balloon, questa stessa giovane piena di vita, la trasforma in una contadina dimessa. Se Pema non mi avesse detto chi fosse, non l’avrei riconosciuta.

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In Balloon, una ragazza perde l’amore e si fa monaca, per caso rivede l’ex, il quale aveva parlato dei loro sentimenti in un libro. Lei vuole leggerlo questo libro, ma la docile sorella più grande glielo strappa di mano e lo getta nel fuoco (e quando lui viene ripreso dalla sorella maggiore, gli occhiali gli cadono).

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[…]

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Ora apsetto di vedere Sconosciuti con Huang Xuan, l’ultimo film di Pema. Huang ha detto, in una scena, inquadrava le montagne e le lacrime gli rigavano il viso. Forse voleva dire, a ripensarci ora, Pema prevedeva già il dolore? Oggi è i 10 maggio, a mezzogiorno mi arriva un vocale di Huang Xuan, dice di aver visto Pema, li separava solo un lenzuolo (calmo, sembrava stesse dormendo), molti oggi arriveranno per il suo funerale e dopo il passaggio al tempio farà il giro a Lhasa, poiché per il popolo tibetano, è la più grande benedizione.

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Tranquillo, sobrio e umile, Pema era il regista più intellettuale che abbia mai visto. La sua immaginazione, il suo cuore e la sua visione di guardare al Tibet li trasmetteva nei suoi film. L’ho visto in ogni ruolo e mi sono seduto con lui diverse volte, e mi chiedevo: Cosa sta pensando questa testa?

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Dopo l’uscita di Balloon, gli ho chiesto, quanto fosse stato difficile riprendere delle pecore che si accoppiano, come hai fatto? Mi rispose piano piano: fortunatamente, c’è un modo. Quando gli si chiedeva quali libri gli piacesse leggere, rispondeva con libri che non hanno niente a che fare con la letteratura e il cinema. Se gli chiedevi che film avesse visto da ragazzo nel villaggio e lui citava Chaplin. Ah Chaplin! Ora capisco perché fosse in grado di rappresentare l’animo umile, senza mostrare la miseria, far ridere la gente, proprio quelle risate genuine. E ogni volta che rido nei suoi film, mi viene in mente il carattere sobrio, tranquillo, modesto di Pema.

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Ha fatto da mentore a molti giovani registi, compreso il figlio. Un dolore inenarrabile per tutti loro. Ma Pema ha fatto sentire la voce del Tibet, pare, abbia raccontato metà della storia, la storia continuerà, a il narratore non sarà più Pema.

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Quando me lo immagino là in piedi, così bello, splendente. L’anno prima era venuto alla periferia di Pechino per vedere la mia mostra di quadri sul Tibet, non ne ero onorato, piuttosto mi vergognavo. In fondo io dell’altopiano tibetano non ne ho che una conoscenza superficiale, i film di Pema invece lo incarnano. Per un popolo esprimersi tramite i film, e presentarsi con essi al mondo, si genera un’autostima indescrivibile, e Pema, ne era il capofila.

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9-10 maggio 2023″

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