Il Longtake festival al Cinemino lascia il segno e apre anche all’Asia. In questa edizione hanno presentato Luz di Flora Lau, seconda regia dopo Bends. Lau è sceneggiatrice, regista, produttrice e montatrice del film, non si è risparmiata, e ha investito le proprie energie in ogni aspetto critico del film.
Il film parte da Chongqing dove Wei (Xiaodong Guo, già interprete in Tuina di Lou Ye), un ex-detenuto per truffa, è arrivato nel tentativo di ricucire il rapporto con la figlia Fa (Enxi Deng), da cui è dolorosamente separato da anni. Ci spostiamo a Hong Kong dove la gallerista Ren (Sandrine Pinna), riceve una telefonata per recarsi a Parigi, in quanto la matrigna Sabine (Isabelle Huppert), è gravemente malata.
Ren e Wei finiranno per incontrarsi in uno dei mondi virtuali del gioco virtuale “LUZ”, un luogo dove lo scopo è trovare il cervo luminoso, in grado di rivelare verità nascosta. Il cervo nella cultura cinese è simbolo di longevità, prosperità e buon auspicio, le corna che si rinnovano ciclicamente lo rendono anche un simbolo di rinascita e fertilità.
Il titolo cinese del film è 花 明 渡: “花明ˮ viene da una poesia cinese “In viaggio nel villaggio delle Montagne dell’Ovest” (遊山西村) di Lu You (陸遊), scritta nel 1164 durante la dinastia Song. “花明渡ˮ racchiude un viaggio di presa di coscienza che evoca sentimenti di gioia e pace. Può riferirsi a un luogo, una persona, un oggetto o una situazione, variando in modo unico per ogni individuo.
La musica elettronica è firmata da Mimi Xu, nata in una famiglia di architetti e artisti, ha pitturato i quadri nel mondo virtuale e reale con un’emotività immersiva.
Tra i produttori, oltre a Lau stessa, ci sono anche, Yvette Tang 鄧業炘 produttrice esecutiva e amica della regista, Stephen Lam 林炳坤 Produttore di film come The Grandmaster, Hero, Lust, Caution, e Joseph Chan 陳善之 produttore ad esempio di Days of Being Wild.

Il film riesce a unire sentimenti, il senso di smarrimento, l’incapacità di entrare veramente in contatto nella realtà, l’isolamento in una megalopoli come Parigi o Chongqing, pur vivendo a pochi passi di distanza, mentre nella realtà virtuale diventa quasi più facile aprirsi a sconosciuti. Il rapporto tra Ren e Sabine è un continuo disvelarsi: c’è la matrigna francese nonostante una malattia che cerca di nascondere alla figlioccia ha il ruolo dominante, mentre Ren è in totale ricerca di affetto, si sente messa da parte ed è gelosa delle altre relazioni e attenzioni che Sabine riserva agli altri. C’è necessariamente un profondo trauma e mancanza di autostima, quasi eccessiva e a tratti incomprensibile poiché Ren appare quasi infantile e non si capisce come faccia a stare al passo con il lavoro da gallerista che ha ad Hong Kong, per gestire le opere del padre defunto. Con il passare del tempo, le distanze diminuiscono, Sabine capisce le fragilità di Ren e l’accompagna in un mini-road trip dove le due donne diventano complementari nelle azioni e nei cambi d’abito.
Dall’altro lato abbiamo il signor Wei,un tuttofare in un nightclub, che cerca di rubare al suo capo, il signor Qiu (David Chiang 姜大衛, One Upon a time in China) un quadro molto costoso, fino a quando dopo aver compiuto l’azione scopre che è una misera copia. Era giunto in città per riavvicinarsi alla figlia, che continua a spiare su TikTok senza mai rivelarsi. Nella disperazione Wei si concede una notte di passione con una delle colleghe del nightclub che gli confessa sarebbe partita il giorno seguente per dare un futuro alla figlia. Un personaggio meteora del quale sappiamo poco.
Le relazioni tra i personaggi hanno spesso cambi repentini e ne emergono figure poco scavati che restano un po’ in superficie, anche se gli attori sono tutti magnifici e nel complesso il film è equilibrato.
Ciò che mi ha convinta ancor di più, oltre alle ambientazioni e alla musica, è la fotografia che Lau ha curato insieme a Benjamin Echazarreta (Sex Life of Plants) per rendere fluido il passaggio tra virtuale e reale. Già le prima scene ci immergono nel mondo di Luz, come è stato per l’incipit di Matrix. Alla fine i due giocatori, Wei e Sabine non si incontreranno mai nella realtà ma a modo loro sapranno aiutarsi nel mondo virtuale di LUZ, un aiuto che avrà ripercussioni concrete nel mondo reale. Il virtuale influenza il mondo reale o viceversa?



